WordReference.com - Dizionario della Lingua Italiana © 2012 Le Monnier:
meno ‹mé·no› avv., agg. e prep.
- avv. In minore quantità, misura o grado (è il comparativo di poco): valere m. m. solido m. prontamente è arrivato in poco m. di un’ora posso farti spendere molto m.
Più o m., all’incirca
Né più né m., esattamente, precisamente: le cose sono andate né più né m. così
Quanto m., almeno, se non altro: dovresti quanto m. scusarti
Niente m., addirittura: crede di essere niente m. che un genio
M. male, indica moderata soddisfazione: m. male che siamo arrivati in tempo
Essere da m., essere inferiore: non sono da m. di lui
Venir m., perdere i sensi, svenire, oppure, con altro sign., mancare, non rispettare: venir m. a un impegno
Fare a m., evitare, rinunciare: a cena non riesco a fare a m. del vino
A m. che, tranne che, salvo che: non farà niente per te, a m. che tu non gli offra qcs. in cambio. - avv. In prop. disgiuntive esprime la negazione: telefonami per tempo se verrai o m.
- avv. (MAT). Indica genrc. o tecn. ‘sottrazione’: tredici m. sei fa sette (13 - 6 = 7)
part. Indica il numero negativo e quindi, nelle misurazioni di temperatura, temperature inferiori allo 0: il termometro è sceso a m. 15
In m., di m., in misura inferiore: nel farmi il resto mi ha dato 20 euro in meno. - agg. (invar.). Minore: ci ho messo m. tempo di te l’ho preso per m. (denaro)
Come s.m., assume i valori di comp. e di superl. relativo: nel primo caso senza articolo nel secondo con l’articolo determ. (questo è il m. che si poteva fare). - prep. Eccetto, fuorché, tranne: riceve tutti i giorni m. il mercoledì
Meno che a, tranne: aveva pensato a tutto meno che al vino.
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più avv. e agg.
- avv. Comparativo di molto (opposto a meno) davanti ad agg. (più grande), ad avv. (più brevemente), a verbo (quel che più conta)
Con gli agg. e gli avv., seguito da un termine di paragone, introduce un COMPARATIVO DI MAGGIORANZA: più bello di te; più forte di lui
Preceduto dall’articolo determinativo, segnala il SUPERLATIVO RELATIVO DI MAGGIORANZA: il più bello, il più forte - avv. Seguito da che equivale a ‘piuttosto’: più che una passeggiata, è stata una corsa.
- avv. In frasi negative, indica la fine dell’azione a un dato momento (passato, presente o futuro): non potevo più sopportare quella musica non credo più nella sua buona fede non lo farà più.
- avv. (MAT). Indica l’operazione di addizione (come s.m.: il più, la crocetta simbolo dell’addizione o, in algebra, di numero positivo)
(METEOR). Indica temperatura superiore a zero gradi centigradi: la minima della scorsa notte è stata più due
(SCOL). Nelle votazioni scolastiche, posposto al numero, segnala una aggiunta di merito: ti ho dato sette più per la forma. - agg. Equivale a ‘maggiore’ (mi ci vorrà più tempo) o a ‘parecchi’ (più motivi hanno determinato la mia decisione).
- Come s.m. indica una maggiore quantità: ha avuto più di te il più è fatto
al pl. La maggior parte: i più tacciono
Per lo più, la maggior parte delle volte, di solito
Per di più, oltretutto: un film insulso e per di più recitato male
Al più, al massimo: al più se la caverà con una multa
A più non posso, col massimo sforzo: correre a più non posso
Più o meno, all’incirca, approssimativamente
Più che altro, soprattutto.
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menare ‹me·nà·re› v.tr. (méno, ecc.)
- Condurre, portare; guidare: m. i buoi al pascolo
Menare per il naso qcn., prenderlo in giro, fargli fare quel che si vuole
M. il can per l’aia, tirare in lungo le cose senza arrivare mai ad una conclusione. - Muovere, dimenare: m. la coda
M. vanto di qcs., vantarsene, gloriarsene
Menarla, infastidire, seccare: me l’ha menata 2 ore con il racconto della gita
Menarsela, perdere tempo in pensieri o discorsi inutili. - Battere, picchiare: m. qcn. ora ti meno!
M. le mani, venire a vie di fatto.
menarsi v.rifl. recipr., pop.
~ Venire alle mani, picchiarsi.
'di meno' si trova anche in questi elementi: